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Arte Fiera x Fondazione Furla, una performance per gli oppressi

L’artista peruviana Daniela Ortiz è al centro della nuova collaborazione tra Arte Fiera – una delle più attese fiere d’arte contemporanea e moderna in Italia che si svolge a Bologna, dal 2 al 4 febbraio – e Fondazione Furla grazie alla performance  “Tiro al Blanco”. Immaginate uno stand di tiro a segno, ma dimenticate le solite palline e i classici  bersagli da luna park. In occasione del progetto artistico firmato dall’artista sudamericana  i bersagli sono loghi di aziende che producono armi. L’opera punta il dito contro di loro e contro l’egemonia del Nord sul Sud del mondo, con un focus speciale sull’industria militare. Una parte interessante dell’iniziativa è rappresentato dai premi. Niente peluche né biglietti della lotteria stavolta, ma coloratissimi burattini in legno e marionette da dito ispirate agli eroi della lotta contro il capitalismo, l’imperialismo e il colonialismo. Alcuni esempi?Daniel Guerin oppure Frantz Fanon. La vera chicca però è il ruolo del pubblico, non più semplice spettatore ma parte attiva della performance. Anche i visitatori infatti possono abbattere simbolicamente il sistema, colpendo i bersagli e portandosi a casa un pezzo di storia contro quella che Ortiz chiama “l’oppressione”. Il gioco diventa così uno strumento per far riflettere e stimolare un pensiero critico. By Germano D’Acquisto

Arte Fiera x Fondazione Furla, una performance per gli oppressi

L’artista peruviana Daniela Ortiz è al centro della nuova collaborazione tra Arte Fiera – una delle più attese fiere d’arte contemporanea e moderna in Italia che si svolge a Bologna, dal 2 al 4 febbraio – e Fondazione Furla grazie alla performance  “Tiro al Blanco”. Immaginate uno stand di tiro a segno, ma dimenticate le solite palline e i classici  bersagli da luna park. In occasione del progetto artistico firmato dall’artista sudamericana  i bersagli sono loghi di aziende che producono armi. L’opera punta il dito contro di loro e contro l’egemonia del Nord sul Sud del mondo, con un focus speciale sull’industria militare. Una parte interessante dell’iniziativa è rappresentato dai premi. Niente peluche né biglietti della lotteria stavolta, ma coloratissimi burattini in legno e marionette da dito ispirate agli eroi della lotta contro il capitalismo, l’imperialismo e il colonialismo. Alcuni esempi?Daniel Guerin oppure Frantz Fanon. La vera chicca però è il ruolo del pubblico, non più semplice spettatore ma parte attiva della performance. Anche i visitatori infatti possono abbattere simbolicamente il sistema, colpendo i bersagli e portandosi a casa un pezzo di storia contro quella che Ortiz chiama “l’oppressione”. Il gioco diventa così uno strumento per far riflettere e stimolare un pensiero critico. By Germano D’Acquisto