Ci sono innesti creativi che funzionano subito, altri che sorprendono per la loro evidenza. Quello di Pierpaolo Piccioli da Balenciaga appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Con una naturalezza quasi disarmante, lo stilista italiano riesce a entrare nell’universo della maison e a farlo vibrare di una nuova energia, senza tradirne il rigore originario.
La collaborazione con la NBA diventa il punto di partenza per una rilettura intelligente e colta dello sportswear, dove l’immaginario atletico americano si intreccia con la grammatica formale di Cristóbal Balenciaga. Il tailoring, preciso e strutturato, si misura con capi essenziali e funzionali, creando un equilibrio inatteso tra disciplina e movimento, tra solennità e quotidiano.
Piccioli lavora per contrasti morbidi: giacche dal taglio impeccabile convivono con volumi sportivi, mentre un casting eterogeneo restituisce alla collezione una dimensione umana, viva, profondamente contemporanea. È un dialogo continuo tra passato e presente, in cui l’eredità della maison non viene citata, ma interiorizzata e poi restituita con grazia.
Il risultato è un colpo magistrale: una visione che rende omaggio alla radicalità del fondatore spagnolo e, allo stesso tempo, proietta Balenciaga in un nuovo orizzonte culturale, dove moda, sport e identità si incontrano senza forzature.










