Tra le pieghe del tempo con Qasimi
Qasimi esprime ancora una volta la propria filosofia visionaria, celebrando l’unione di culture, pensieri e geografie. Memory and the House of Remembrance, questo è il nome della collezione Autunno/Inverno 2026 2027: la direttrice creativa Hoor Al-Qasimi tiene fede all’ispirazione classica del brand fondato dal fratello Khalid e mescola la tradizione mediorientale con lo spirito contemporaneo londinese, mescolando materiali innovativi con forme tradizionali e viceversa. La passerella è allestita con un fil rouge rispetto alla collezione precedente, con l’esposizione di drappi in tessuto grezzo realizzati dall’artista Dala Nasser, nelle nuance terrose di un suolo arido ma fertile di innovazione, in costante trasformazione. Anche per questa collezione, infatti, Hoor Al-Qasimi collabora con l’artista libanese Dala Nasser che, insieme agli studenti dell’Università di Sharajah ha lavorato alla tecnica del frottage, ricreando le superfici di alcuni monumenti storici, modellando texture e colori degli abiti, dando vita a una geografia emotiva.
Tra i capi visti sfilare, un maglione drappeggiato, che nasce ispirandosi ai tappeti mediorientali, con forme geometriche che acquistano contemporaneità grazie alla scelta di un bianco e nero minimale e degli orli sfilacciati. Il drappeggio è protagonista di diversi capi, spesso come stratagemma per inserire stoffe preziose all’interno di capi apparentemente funzionali, come una giacca doppiopetto beige, arricchita da un drappo che sembra rilucere come sabbia sotto al sole. Un’altra ispirazione dal Medioriente è presente nei lunghi scamiciati maschili, che mescolano dettagli occidentali come gli alamari sulle spalle e polsi, uniti al collo a V degli abiti tradizionali arabi. Tra i capi più coraggiosi, i completi a quadretti nelle sfumature del nero, grigio e bianco, dove le camice drappeggiate e i pantaloni dal taglio morbido presentano una sorta di bruciatura, qua e là, sparsa sul tessuto e ingentilita dall’uso di un tessuto trasparente annerito. Un richiamo alla memoria, ai segni che il tempo lascia al suo passaggio e al suo rammendo gentile. Mantelle, sciarpe e colli alti avvolgono e proteggono, in un costante lavoro di stratificazione e semplificazione, fluidità e struttura: risultato di un’indagine poetica di come custodiamo i ricordi.
Testo: Anna Zucca
Foto: Stefano Sensolo
