11.01.2026 Beverly Hilton, Los Angeles #cinema

Golden Globes 2026, tra star, satira politica e inquietudini contemporanee

Beverly Hilton, Los Angeles

Luci calde, abiti importanti, sorrisi calibrati e quell’aria da grande rito hollywoodiano che ai Golden Globes resiste sempre. A Los Angeles, tra red carpet e ballroom, ha sfilato il gotha di Hollywood. Immortalato dai fotografi di Say Who, presenti per raccontare attori, registi e ospiti di una delle edizioni più politicamente cariche degli ultimi anni. Tra i volti piu attesi: Leonardo DiCaprio, Snoop Dogg, Glen Powell, Jenna Ortega, Jacob Elordi, Julia Roberts, Paul Mescal, Ariana Grande, Oscar Isaac, Jennifer Lopez, Jeremy Allen White, Jennifer Lawrence, Seth Rogen, Emma Stone e Ana De Armas.

Ma veniamo ai verdetti. A dominare i Golden Globes 2026 è stato senza dubbio “Una battaglia dopo l’altra”. La satira politica di Paul Thomas Anderson conquista quattro premi chiave: miglior film musical/commedia, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attrice non protagonista a Teyana Taylor. Un successo che riconosce la capacità del film di raccontare, in modo sottile ma incisivo, il clima di paranoia, radicalizzazione e complottismo che attraversa oggi gli Stati Uniti.

Accanto a questo trionfo spiccano titoli molto diversi ma legati da una stessa inquietudine di fondo. “Hamnet” di Chloé Zhao vince come miglior film drammatico e porta Jessie Buckley al premio come miglior attrice per un racconto in costume, intimo e shakespeariano sul lutto. Il brasiliano “The Secret Agent”, thriller politico ambientato durante la dittatura militare degli anni Settanta, ottiene il Globe per il miglior film straniero e quello per il miglior attore drammatico a Wagner Moura, segnando un piccolo momento storico per il cinema brasiliano.

I riconoscimenti più “light” non mancano: Timothée Chalamet miglior attore musical/commedia per “Marty Supreme”, “KPop Demon Hunters” miglior film d’animazione, e in tv vincono “The Pitt” e “The Studio”. Ma a colpire è soprattutto il successo della miniserie “Adolescence”, che con quattro premi porta al centro il tema della radicalizzazione giovanile, raccontata senza filtri.
In sintesi, questi Golden Globes premiano storie complesse e spesso scomode, ma lo fanno mantenendo una certa distanza. Anche la conduzione di Nikki Glaser resta sul filo dell’ironia, tra frecciate veloci e battute su DiCaprio. Insomma, Hollywood osserva il presente, lo riconosce, lo premia. Ma senza mai affondare davvero il colpo.

Testo: Germano D’Acquisto
Foto: Alessandro Galatoli

Who

More events