15.01.2026 Starbucks Reserve Roastery, Milan #lifestyle

The House of Coffee: Starbucks e Milano, un nuovo capitolo creativo

Starbucks Reserve Roastery, Milan

Un cocktail tra macchine del caffè che sembrano turbine rinascimentali, luci calde che rimbalzano sul marmo dell’ex Palazzo delle Poste e Milano che, fuori, scorre come sempre ma con un’aria leggermente più curiosa. L’opening cocktail event dell’altra sera alla Starbucks Reserve Roastery di Piazza Cordusio ha segnato il debutto di The House of Coffee, nuova piattaforma culturale con cui Starbucks decide di parlare alla città – e non solo – usando il linguaggio dell’arte, del design e delle collaborazioni intelligenti. Al battesimo, presenti fra gli altri, molti volti noti dello star system. Fra questi, oltre a Carlo Capasa, Agostino Iacurci, Virna Toppi, Korlan Madi, Francesca Mesiano, Massimiliano Locatelli, Francesco Murano, anche Gene Gallagher, figlio di Liam e componente della band I Villanelle.

Curato da Sarah Andelman, mente visionaria dietro colette e oggi fondatrice di Just An Idea, il progetto trasforma la Roastery in un palcoscenico fluido, dove il caffè diventa pretesto e la community protagonista. «Milano è da sempre una fonte di ispirazione per Starbucks», racconta Esther Van Onselen, Vice President Brand & Customer Experience EMEA, sottolineando come questo spazio sia «la nostra location più immersiva in Europa».

Il capitolo dell’altra sera arriva in concomitanza con la Milano Men’s Fashion Week di gennaio 2026 e nasce dalla sinergia con Lucas Zanotto, artista italiano dal tratto giocoso e immediatamente riconoscibile. Le sue grafiche vestono una giacca impermeabile K-Way, un paio di sci Nordica e persino un piumino per cani firmato Poldo Dog Couture con travel bowl coordinata: oggetti che oscillano tra funzionalità e ironia, rigorosamente in verde e bianco Starbucks. «Arte, design, caffè e collaborazione: difficile chiedere di meglio», sorride Zanotto.

E mentre tra un espresso e un drink si parla già del prossimo capitolo – The Apron Project, in arrivo a febbraio durante la Women’s Fashion Week – The House of Coffee chiarisce subito le sue intenzioni: non un’operazione di branding, ma un dialogo aperto. Sei settimane di eventi, installazioni e rituali urbani per ricordare che, a Milano, anche una tazza di caffè può diventare un fatto culturale.

Testo: Germano D’Acquisto
Foto: Niccolò Campita

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