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13.06.2022 #lifestyle

Nic Kaufmann

Al di là delle apparenze

“Find confidence in who you are and wear whatever you want”

“I don’t want to show my body to the ones, who often close their eyes, when it’s time to praise the beauty of my mind and soul” (Nikita Gandhi)

 

“Mind” e “Soul” (mente e anima, in italiano) sono due parole che significano molto per Nic Kaufmann, giovane content creator di TikTok metà indiano e per metà tedesco. Iniziamo la nostra chiacchierata parlando del suo background, e lui è ben consapevole della sua fortuna. È onesto, non è avventato e va dritto al punto. Ma soprattutto Nic è Nic, e nessun altro. Sui social media è possibile creare la propria identità, che potrebbe essere totalmente diversa da quella che si è veramente. Perché? Per essere accettati. Ma per Nic, c’è un altro lato dei social media: la possibilità di essere se stessi, di guardare oltre le apparenze, di sentirsi a proprio agio nella proprio essere e di promuovere il multiculturalismo. E questo è il tipo di content creator che amiamo e desideriamo.

Parlaci del tuo percorso per diventare un content creator, come è iniziato?

Sono cresciuto a Singapore dove ho finito la scuola. Poi mi sono trasferito a Monaco, perché volevo studiare informatica. All’inizio non conoscevo nessuno, vivevo fuori città, vicino all’università, e questo non mi aiutava molto. Così ho scaricato TikTok sul mio telefono e ho iniziato a guardare tutti i video che c’erano e non riuscivo a smettere. Poi ho pensato: “Posso farlo anch’io”, così ho iniziato a postare alcuni video sul mio account. Alcuni di essi sono diventati virali. Per un anno la mia vita si è divisa tra l’università e TikTok, ma a un certo punto ho dovuto scegliere. Viaggiavo molto e questo lavoro richiede molto tempo, motivo per cui i miei voti non erano buoni. Alla fine ho dovuto scegliere e ho scelto i social media. E sarò onesto: sono felice della scelta che ho fatto. La pandemia ha giocato a mio favore, visto che eravamo tutti a casa e non potevamo uscire. Con il tempo il mio account è iniziato a crescere e quando il lockdown è finito ho iniziato a postare alcuni video più fashion perché potevo uscire. Ed eccomi qui nel mondo moda.

Hai collaborato con BMW, Dior, Dior Beauty, Hugo Boss, Lacoste, Louis Vuitton, Prada, Ralph Lauren e altri ancora. E il mondo della moda ti ha portato a Cannes tre settimane fa…

Sì, sono andato a Cannes con Dior. Era la prima volta che ci andavo. Abbiamo preso l’Orient Express da Parigi alla costa e lì abbiamo creato dei contenuti straordinari. L’esperienza sul treno è stata incredibilmente bella. È stata un’avventura straordinaria.

Tra le tue collaborazioni ce n’è una specifica con l’azienda tedesca di e-commerce About You. Hanno organizzato gli “About You Awards” e hanno deciso di farli a Milano. Tu sei tra i nominato nella la categoria Style e hai vinto. Cosa significa per te questo premio?

Non avevo mai vinto un premio prima d’ora, almeno non uno fisico, e non sono mai salito su un palco. Di solito parlo davanti a una telecamera, mai davanti a una folla. Ma penso che questo premio sia il risultato del mio duro lavoro.

 

Come definiresti il tuo stile?

Il mio stile va in direzioni diverse. Non ho un look specifico e ben definito. Mi piace esplorare e provare estetiche diverse. E con i miei outfit, creati da me, voglio dimostrare che si può indossare ciò che si vuole.

Sembra che tu voglia rompere la mascolinità tossica con i tuoi look…

Assolutamente sì. La prima cosa che si legge nella mia biografia di Instagram è: “Find confidence in who you are and wear whatever you want” (Trova fiducia in ciò che sei e indossa ciò che vuoi, in italiano). E questo è il messaggio che voglio diffondere sui social media. Tutti dovrebbero essere liberi di indossare ciò che vogliono. Sentirsi a proprio agio e sentirsi veramente se stessi. E non bisogna mai nascondersi fingendo di essere qualcun altro. Ogni persona è speciale a modo suo e bisogna essere in grado di riconoscerlo e di rispecchiare ciò che si è.

È stato difficile per te far emergere il tuo stile?

Non è stato così difficile per me. Quando andavo a scuola ero vittima di bullismo e non mi rendevo conto che era a causa di come sono. Pensavo solo che la gente fosse cattiva con me. Non l’ho mai data vinta a nessuno, ho sempre creduto in me stesso. Quando ero nella mia stanza e creavo contenuti per TikTok, ero semplicemente me stesso e nessuno poteva dirmi nulla. Così ho iniziato a condividere questa mentalità con le persone che avevano la necessità di sentirsi accettate, di far parte di un gruppo. La mia voce era come un’eco che diceva che essere se stessi è ok.

So che vuoi creare due marchi: un’azienda di prodotti per la cura dei capelli e un’azienda di e-commerce di moda. Come sta andando? Dobbiamo aspettarci qualcosa di nuovo?

Sui miei social media parlo molto di capelli e di moda. Ho fatto diversi tutorial su come fare degli hair styling. Voglio creare un’azienda di prodotti per la cura dei capelli, ma non specificamente per uomini o donne, ma dei prodotti no gender. Per quanto riguarda la moda, vorrei creare un e-commerce di streetwear incentrato sull’abbigliamento con prezzi accessibili, ma etici. Guardando a un futuro lontano, forse cinque o otto anni, vorrei creare un mio marchio. Mi piace disegnare e quando la mia vita da content creator rallenterà un pochino avrò abbastanza tempo per pensare alla mia collezione. Anche perché so bene che è necessario studiare per acquisire esperienza. E una delle cose più importanti è che il mio marchio sarà sostenibile: non solo in termini di tessuti, ma anche dal punto di vista etico del lavoro. Sono per metà indiano, quindi so bene cosa significa essere sottopagati e lavorare in cattive condizioni. È mia responsabilità dare ai dipendenti il giusto valore e la giusta importanza.

Ti piacerebbe chiamarla con il tuo nome?

No, non credo.

Ci sono dei brand a cui ti ispiri?

Sicuramente guardo quei brand che cercano di rompere il gender gap. Per esempio, mi è piaciuta molto l’ultima collezione di Valentino, disegnata da Pierpaolo Piccioli. Mi piace anche la maglieria di Gucci e sono un grande fan dei designer giapponesi.

 

Sui social media c’è la possibilità di donare soldi ai content creator, ma tu hai ripetuto più volte ai tuoi fan di non farlo. Perché?

Dunque, solitamente sui social media quando un follower dona dei soldi, durante una livestream, la piattaforma si prende una percentuale. E molti dei miei follower sono giovani, quindi non lo sanno. Semplicemente credo non sia giusto. Dovrebbero spendere i loro soldi per altre cose. Con i social media guadagno già, quindi non ho bisogno di ricevere altre entrate da loro. Preferisco essere pagato dai brand per il mio lavoro.

Hai investito parte del tuo denaro in NFT e criptovalute. Pensi questo sia il futuro degli investimenti?

Non li ho investiti solo lì, ma sicuramente oggi sono due business sulla bocca di tutti. Mi piace diversificare i miei investimenti. Infatti una parte importante del mio patrimonio è investita in azioni ed ETF. Mi piacerebbe anche investire in immobili, ma al momento non ne ho il tempo, dato che questo tipo di investimenti richiede molto impegno. In ogni caso, avevo due piccoli NFT, ma li ho venduti molto rapidamente. E sono stato fortunato, perché ora il mercato degli NFT è in calo.

Hai fatto tutto da solo o c’è qualcuno che ti ha aiutato?

Sono una persona con dei leggeri problemi di fiducia, quindi faccio tutto da solo. Soprattutto quando si tratta di soldi, perché penso che alla fine ognuno abbia i proprio interessi. Per questo passo molto tempo a fare ricerche, non solo sugli investimenti, ma anche ad esempio sulla politica. Per costruire un mio pensiero.

Un mese fa alcuni influencer hanno detto che avrebbero abbandonato TikTok perché troppo difficile. Ma tu e altri ce l’avete fatta: qual è secondo te il segreto del successo su questa piattaforma?

Non credo ci sia un segreto, ma posso dirti che quando pensi di abbandonare non dovresti farlo. La mia vita lavorativa su TikTok è un po’ come stare sulle giostre. Un mese vai alla grande perché c’è un trend che ti si addice perfettamente, il mese successivo le visualizzazioni sono in calo perché il tuo contenuto non è virale. Credo che si debba continuare ad andare avanti, creando contenuti nuovi e unici. Poi arriveranno i follower e ognuno potrà creare la propria community.

Durante il tuo discorso, quando hai accettato il premio degli About You, hai detto: “Forse il prossimo premio sarà per qualcosa di musicale”. Cosa intendevi dire?

Ho iniziato a lavorare nella musica e questo è successo grazie ai social media. Ci sono così tante porte aperte in questo momento, l’unica cosa che devo fare è passare attraverso quella giusta. Ho già registrato un demo e sono molto entusiasta.


Interview: Flavio Marcelli

Photos: Thomas Razzano

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