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22.09.2022 Via San Luca, Milan #moda

Le mille maschere firmate ACT N°1 per la SS 23

Quand’è che finisce l’Io e inizia la maschera? Oggi è forse una delle domande più complesse a cui pochi sanno rispondere, ma che molti si chiedono. C’è la maschera fisica, l’oggetto che viene usato a teatro, oppure quella che usano i militari per proteggersi. Poi c’è la maschera digitale, il racconto di una vita sui social che forse non ci appartiene veramente, ma che vogliamo comunque mostrare. La maschera, che sia fisica o digitale, serve comunque a proteggerci da qualcosa, crea una barriera tra il vero Noi e quello che ci circonda. E così forse la nostra vera identità l’abbiamo persa e allora ACT N°1 è “alla ricerca del sé interiore proibito”. La sfilata del marchio fondato dai due creativi, Galib Gassanoff e Luca Lin, si concentra proprio su questo: sulla maschera come scudo.

Durante la sfilata il concetto viene espresso da elementi dell’Opera Tradizionale Cinese con dettagli rivisti per rappresentare quello che è l’oggi: il nostro passato influenzerà sempre il nostro futuro. Le tasche militari ricordano uniformi da combattenti, non prive di distorsioni femminili. Corsetti, balze in tulle con volumi, texture e strutture danno l’idea di uno scudo. Il concetto di armatura continua su alcuni look dove campeggiano orologi Casio Vintage. E poi ci sono i denim sfrangiati e i pantaloni cargo.

Una sfilata molto importante per ACT N°1 perché è stata trasmessa in diretta live sull’Instagram di Maison Valentino, un progetto ideato dal marchio per sostenere i giovani designer. A sostenere i due creativi non solo il progetto portato avanti da Pierpaolo Piccioli ma anche un parterre di personalità interessanti come Cecilia Rodriguez, Ginevra Mavilla, Oriana Sun e Vhelade.

Un défilé che si costruisce quindi sul concetto di scudo e di protezione, ma che tramite abiti trasparenti lascia intravedere la carne nuda. Forse sinonimo di verità. Perché alla fine, come scriveva Cervantes nel Don Chisciotte della Mancia, “la verità si assottiglia ma non si rompe, e affiorerà sopra la menzogna come l’olio sull’acqua”.

Testo: Flavio Marcelli

Foto: Ludovica Arcero

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